top of page

ANNO FORMATIVO 2024/2025

Tema:
FRATELLI IN CRISTO E DISCEPOLI MISSIONARI

PRESENTAZIONE

La formazione al sacerdozio è sempre crescita nella misura di Cristo di tutto l'uomo e di tutto il cristiano nella sua integralità. L'anno formativo che si è aperto ha prospettato una riflessione che si inserisce dentro lo sfondo della configurazione a Cristo, primo missionario del Padre e inviato da lui per amore all'umanità di ogni tempo e di ogni luogo. La prospettiva formativa che anche la Ratio Nationalis Formationis si è data ruota attorno a tre nuclei tematici che sono il risultato del confronto tra i formatori dei vari seminari italiani. Con coloro che insieme ad altri - hanno il compito della stesura del documento finale: La fraternità, il discepolato permanente e l'apertura missionaria. Proprio a partire dal contatto con seminaristi, con i presbiteri e con i fedeli delle nostre chiese locali è emersa l'opportunità di dare alla formazione che si riceve in seminario queste tre tonalità che, come tre direttrici, alimentano la sensibilità e la crescita dei candidati al sacerdozio.

La fraternità, in primis, non si impone né si improvvisa, perché spesso nel cammino di una comunità presbiterale ci sono intenzioni buone ma anche ferite e sofferenze che vanno curate e sanate. Tuttavia, è proprio dell'essere chiesa porre la comunione al centro, dando valore a tutti quegli aspetti vantaggiosi del coltivare e vivere relazioni evangelicamente fraterne e di sostegno reciproco. É proprio il caso di richiamare il proverbiale detto secondo cui "l'unione fa la forza", ma soprattutto ricordare le parole evangeliche e programmatiche di Gesù per i suoi discepoli: «Li mandò a due a due davanti a sé» (Lc 10,1).

In secondo luogo, papa Francesco in varie circostanze ha invitato tutti a considerare il fatto che non si è discepoli per un tempo determinato, ma che la risposta alla propria chiamata è prima di tutto essere permanentemente disponibili a voler imparare dal Maestro e da coloro di cui egli si serve per raggiungerci ogni giorno e per tutti i giorni della nostra esistenza terrena: «La formazione non si risolve in qualche aggiornamento culturale o qualche sporadica iniziativa locale. É Dio l'artigiano paziente e misericordioso della nostra formazione sacerdotale e, come è scritto nella Ratio, questo lavoro dura per tutta la vita» (FRANCESCO, Discorso al partecipanti al convegno internazionale promosso dalla Congregazione per il Clero, 7 ottobre 2017).

Infine, abbiamo accolto l'invito del vescovi italiani a conclusione del sinodo: «Lungo il processo sinodale, è stata ampiamente espressa la richiesta che i percorsi di discernimento e formazione del Candidati al ministero ordinato siano configurati in stile sinodale [...] percorsi formativi sappiano destare nei candidati la passione per la missione ad gentes» (XVI ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI, Per una chiesa sinodale comunione, partecipazione, missione. Documento finale, 26 ottobre 2024, n. 148). Non è solo un auspicio, ma anche una vera e propria necessità, visto che oggi la missione non riguarda più alcune aree del pianeta, ma ogni terra e ogni cuore che ha bisogno di qualcuno che gli faccia conoscere la speranza cristiana.

don Michele Di Martino

Rettore del Seminario

INNO

RIT. Ubi caritas est vera, Deus ibi est.

Congregavit nos in unum Christi amor.
Exsultemus et in ipso jucundemur.
Timeamus et amemus Deum vivum.
Et ex corde diligamus nos sincero.

​

Simul ergo cum in unum congregamur:
ne nos mente dividamur, caveamus.
Cessent iurgia maligna, cessent lites.
Et in medio nostri sit Christus Deus.

​

Simul quoque cum beatis videamus
glorianter vultum tuum, Christe Deus:
gaudium, quod est immensum atque probum,
saecula per infinita saeculorum.

PREGHIERA

Signore Gesù,

passa ancora sulle rive dei cuori di quei giovani che tu chiami a seguirti sulla via del sacerdozio e fa' sentire loro la dolcezza del tuo sguardo d'amore.

Aiutali a coltivare ogni giorno la tua presenza amica, apri i loro occhi e fa' ardere i loro cuori, per riconoscersi discepoli tuoi, mandati ai nostri fratelli per testimoniare la forza della fede in te. Fa' che sognino con te una vita pienamente umana, lieta di spendersi nell'Amore, per alzarsi, andare e... non temere.

Vergine Maria, Regina degli Apostoli e Madre della Chiesa, accompagna il cammino dei nostri seminaristi e dei loro formatori. Dona loro la prontezza nel dire ogni giorno il proprio "Eccomi", per essere portatori innamorati del Vangelo e segno visibile della presenza di Gesù nel nostro mondo.

Amen.

+ Mons. Andrea Bellandi

Arcivescovo Metropolita di Salerno - Campagna - Acerno

ATTIVITÀ CORRELATE

- Error -

ANNO FORMATIVO 2023/2024

Tema:
FORMARSI UOMINI E PRETI FORTI

PRESENTAZIONE

All'inizio di questo terzo anno di cammino come rettore nel seminario Giovanni Paolo Il insieme ai nostri seminaristi, d'accordo con gli altri sacerdoti membri dell'equipe dei formatori e dei padri spirituali ascoltando anche l'attuale tenore della nostra comunità, abbiamo convenuto di focalizzare il tema formativo di quest'anno sull'obiettivo di aiutare i nostri giovani a diventare protagonisti di una formazione che li renda più forti come uomini e come sacerdoti perché possano meglio fronteggiare le sfide che un giorno li aspetteranno. La società umana cambia continuamente, gli sforzi per essere buoni cristiani si fanno più gravosi e l'uomo ha bisogno oggi più che mai di chi sappia condurlo con risolutezza; per questo l'annuncio del Vangelo richiede ministri che siano umanamente e spiritualmente forti.

Alla fine del Secondo Millennio il papa patrono del nostro seminario raccomandava al sacerdoti il modo in cui fortificarsi, dicendo: «Tra le gioie e gli affanni, le sofferenze e le speranze del ministero, il sacerdote impara a confidare nella vittoria finale dell'amore grazie all'indefettibile azione del Paraclito che, nonostante i limiti degli uomini e delle istituzioni conduce la Chiesa a vivere in pienezza il mistero dell'unità e della verità. Egli sa di conseguenza, di potersi affidare alla potenza della Parola di Dio, che supera ogni umana parola, ed alla forza della grazia, che vince i peccati e le insufficienze degli uomini. Questo lo rende forte, nonostante l'umana fragilità, nel momento della prova e pronto a tornare col cuore al Cenacolo, dove, perseverando nella preghiera con Maria e con i fratelli, può ritrovare l'entusiasmo necessario per riprendere la fatica del servizio apostolico» (GIOVANNI PAOLO II, Lettera ai sacerdoti per il Giovedì Santa, 25 marzo 1998). Con parole simili anche papa Francesco esorta i sacerdoti ad attingere la forza nell'amore di Dio, affermando che il ministro di Dio nella preghiera scopre la consolazione di Dio e sperimenta che nulla è più forte del suo amore. Per questo è sereno interiormente, ed è felice di essere un canale di misericordia, di avvicinare l'uomo al Cuore di Dio» (FRANCESCO, Omelia nella messa per il Giubileo dei sacerdoti, 3 giugno 2016).

​

don Michele Di Martino

Rettore del Seminario

INNO

RIT. Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica

sarà simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.

​

1. Beato l'uomo che non segue gli empi

non indugia nella via dei peccatori,

ma si compiace della legge del Signore

la sua legge giorno e notte medita.

​

2. Sarà come albero lungo corsi d'acqua,

che darà molto frutto a suo tempo

e le sue foglie non cadranno mai;

riusciranno tutte le sue opere

​

3. Io ti amo, Signore mia forza!

Mia fortezza e mio liberatore.

Il mio Dio, la mia rupe e mio rifugio,

il mio scudo, potente salvatore

Come casa sulla rocciadon Emanuele Andaloro
00:00 / 01:44

ATTIVITÀ CORRELATE

- Error - 

ANNO FORMATIVO 2022/2023

Tema:
IL SACERDOTE, UOMO DI RELAZIONE

PRESENTAZIONE

Il tempo della formazione al sacerdozio ministeriale è un'occasione propizia per imparare ad affacciarsi sulla propria vita e contemporaneamente su quella dell'uomo di oggi per raccogliere gli interrogativi più veri che ricercano il senso profondo della storia e dell'esistenza umana, la stessa assunta da Cristo Cristo con il mistero dell'incarnazione e da lui raggiunta con la luce della sua grazia e della sua misericordia.

Il tempo della pandemia ha marcatamente leso le relazioni "dal vivo" tra gli uomini mettendo distanza tra le persone e incutendo paura nel confronti dell'altra, colto come una pericolosa minaccia per la propria incolumità. L'essersi "mascherati" per troppo tempo, ci ha fatto dimenticare di quale valore è portatore il volto dell'altro, «rivelazione di una trascendenza, esperienza fondamentale del nostro essere e del nostro vivere» (Emmanuel Lévinas). A tutti i livelli le relazioni tra le persone si sono sfilacciate a danno di una comunicazione sempre piú fragile e malintesa e tutto questo non ha risparmiato nessuno, neppure i membri della Chiesa, noi sacerdoti i fedeli laici e i giovani seminaristi che si preparano al futuro ministero sacerdotale.

Per questo motivo, il programma formativo di quest'anno raccoglie l'eco del papa Giovanni Paolo Il a cui è dedicato il nostro seminario, che tracciando il profilo del futuri candidati al sacerdozio, affermava: «Di particolare importanza è la capacità di relazione con gli altri, elemento veramente essenziale per chi è chiamato ad essere responsabile di una comunità e ad essere "uomo di comunione» (Pastores dabo vobis, 43).

Le iniziative formative di quest'anno, allora, sono tese a ricreare le condizioni per riflettere sulla relazione e per vivere rapporti più stretti tra noi e con gli altri, attingendo all'esempio di Gesù e al personale rapporto con lui: fraternità, prossimità agli ultimi attraverso il volontariato, presenza assidua tra la gente in parrocchia catechesi e confronto aperto su tematiche ad hoc, ascolto di testimoni ricchi di fede e umanità, ospitalità e accoglienza clima semplice e familiare tra noi nella nostra piccola comunità occasioni provvidenziali accolte come dono per crescere nella capacità di relazione e accrescere le relazioni.

Facciamo nostro anche il monito di papa Francesco, che proprio un anno to durante il simposio "Per una teologia fondamentale sul sacerdozio" (Città del Vaticano, 17-19 febbraio 2023) ricordava profeticamente ai partecipanti e a tutti noi «come la relazione con il Popolo Santo di Dio é per ciascuno di noi non un dovere ma una grazia. "L'amore per la gente è una forza spirituale che favorisce l'incontro in pienezza con Dio". Ecco perché il posto di ogni sacerdote è in mezzo alla gente, in un rapporto di vicinanza con il popolo».

don Michele Di Martino

rettore

bottom of page